Figlio unico di madre vedova - Finalmente soli
Gli anni sono trascorsi velocemente: siete ultra maggiorenni, ultra vaccinati, ultra collaudati, ultra tutto insomma...
Una vostra comune amica, già sposata, vi offre la possibilità di ospitarvi nella romantica Venezia per una settimana. Venezia, città dell'amore! Una occasione splendida e lui dice finalmente si, solo noi! Siete al settimo cielo!
C'è però il grosso ostacolo: dovrete informare mammina...
Lui vi assicura che se ne occuperà e voi siete fiduciosa. Errore.
Forse perché è il momento sbagliato, forse non è quello giusto, forse la congiunzione astrale è contraria, forse una somma di fattori negativi accumulati... fatto sta che, quando lui affronta l'argomento con mammà, voi siete li e vorreste scomparire.
Dal principio lei tenta di eludere il discorso poi inizia a dire:
"Potrei venire anche io, magari in un albergo vicino..."
Per una volta tanto lui rifiuta qualunque tipo di accordo che lei proponga, scoppia la rissa.
Così non l'avevate mai vista: inizia la scenate: sfoderando un poderoso pugno sul tavolo, piange, urla, si dispera, fino al ricatto morale...
"Lasciatemi qui sola, allora. Lasciatemi qui, a morire nella mia solitudine..."
Siete tentate di dire: "Si accomodi" Non lo fate.
Il rimorso inizia ad impadronirsi di voi e pensate seriamente di mandare a monte la vacanza.
Questa volta però lui è convinto a lasciare a casa mammà e, apparentemente, nulla lo smuove o lo commuove.
"Abbiamo tutto il diritto di trascorrere una vacanza dai nostri amici!" Vero. Sacrosanta verità.
Dopo tanti anni di ferie rovinate è la prima volta che vedete il vostro amore ribellarsi e ne siete orgogliosa.
Qualcosa sta cambiando, lo sentite, per la prima volta lui prende le difese in vostro favore, una volta, una volta soltanto. Ringraziate il cielo e siete felice di questa vittoria.
Vacanza conquistata, solo una settimana ma è un grande passo avanti. Lui si è ribellato in modo deciso e siete convinta che questo sia l'inizio di una nuova libertà per la vostra coppia.
L'accordo stretto tra madre e figlio è chiaro: tutti i giorni dovrete affrontare l'umido caldo di agosto, farvi spazio tra nuvole di zanzare assetate del vostro sangue, trovare una cabina telefonica (siamo agli inizi degli anni 80 e non esistono cellulari), per telefonare due volte al giorno a mammina.
Per una settimana concessa vi aspetteranno lunghi e dolorosi periodi di ferie rovinate da chi, per puro egoismo, ha deciso, ormai fermamente, di rovinarvi la vita.

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