Figlio unico di madre vedova - I primi anni





Abitate a pochi chilometri dai vostri genitori ma la distanza sembra immensa. Non è solo per il fatto che non conoscete anima viva nel quartiere dove vivete ma anche perché siete finita in una zona dal clima siberiano a cui non siete abituata. Il vento soffia impetuoso tutti i giorni, gelido e penetrante. Gli strati di vestiti che dovete indossare, prima di uscire di casa, sono numerosi ma non bastano mai.
Il vento si insinua ovunque. È gelido, dispettoso, vi spinge, vi rallenta, vi settima (non siete neppure più andata da un parrucchiere), vi urla nelle orecchie, vi strappa la biancheria stesa sulla terrazza, vi ruba i fiori e cominciate ad odiarlo.
In mezzo a tante sciagure una piccola nota positiva: siete riuscita a trovare lavoro vicino a casa dei vostri genitori e spesso loro vengono a salutarvi.
Si, certo, sono loro che vengono a salutare voi perché gli ordini sono tassativi: tutti i giorni siete obbligata a pranzare da mammà in modo che non si senta sola. Potete dedicare ai vostri cari solamente un giorno alla settimana, il venerdì. Aspettate con ansia il giorno predestinato per conversare con vostra madre e vostro padre per qualche ora, però non dovete assolutamente dimenticare la telefonata alla suocera. Il rito è sempre lo stesso: devono essere le 14,15 in punto. Se per caso chiamate alle 14,10 la frase sarà questa: "Come mai hai chiamato così presto?" Se chiamate alle 14,20 il tipo di frase cambierà in: "Sei in ritardo, credevo non chiamarsi più". Quindi occhio al cronometro.
Per un fortuito caso vostra suocera trova un impegno extra casalingo e, sperate di cuore, che con questo nuovo impegno allenti il fiato sul collo alla vostra coppia e, soprattutto, sia una svolta positiva per la sua perenne depressione.
Il suo impegno la tiene lontana per mezza giornata e affida a voi il suo vecchio cane che dovrete portare a spasso almeno dodici volte al giorno in quanto incontinente. Altro che tenerla lontana, con la scusa di riprendere il cane, ogni sera la ritrovate a cena a casa vostra. Si va avanti.

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