Figlio unico di madre vedova - Via da qui
Il vostro quartiere, da oramai molti anni, è diventato invivibile. La casa che mammina aveva trovato per voi, dandosi un gran d'affare e che, a detta sua, era in una bellissima zona, non è più in grado di ospitare n'è voi n'è i vostri figli. Sempre più rumori, sempre più traffico, sempre più persone malfidate. Cercate di convincere vostro marito a cambiare zona... "Come si fa con mammina?Potremmo spostare anche lei."
La lei, sopracitata, cade in depressione appena le giunge la notizia.
Iniziate a visitare oltre 100 appartamenti, case semi indipendenti, ville in collina, con metrature sufficientemente ampie da poterla ospitare.
A vostro marito nulla va bene.
Capita però che, durante le varie escursioni, vi facciano vedere un appartamento fantastico, vista mare, zona signorile, silenzioso, proprio nella zona in cui siete nata e cresciuta. Lui si convince. Miracolo!!!
Vendete tutto e lo acquistate.
Nel giro di pochi mesi avviene il tanto sognato trasloco nella casa che avete scelto da sola con vostro marito, senza che lei potesse mettere becco. Avete quasi 50 anni e, per la prima volta in vita vostra, avete scelto una cosa da soli. Siete la donna più felice del mondo... mah, per i molti mesi successivi, mammà non si degna neppure di venire a vedere la casa! Che bello non averla attorno!
Capite però che suo figlio soffre e, visto che lo amate ancora, vi dispiace per lui. Che stupida! Sarebbe l'occasione ideale per togliervela dai piedi, invece... quando lui, in un breve momento di lucidità, inizia a non chiamarla più, lei piangente e depressa, fa la prima telefonata della sua vita e vi dice che verrà a vedere la nuova casa! È finita.
Da quel momento, ogni sabato e domenica, dovrete andare a prenderla, percorrere i sei chilometri che vi separano, portarla a casa vostra, preparare succulenti pranzetti che, ovviamente a lei non andranno bene perché alla sua età certe cose non le può mangiare ma, poi le assaggia e le mangia comunque. La storia ricomincia.
Gelosa di tutto e di tutti, inizia a dirvi che ora sarete contenta, visto che siete andata ad abitare più vicino ai vostri genitori che a lei e che, sicuramente, li vedrete tutti i giorni. Allora? Anche fosse? Avete dedicato a lei tutta la vostra vita.
La dovrete ospitare quando si romperà una gamba, lasciandole il vostro letto matrimoniale a disposizione e vegliandola fino alle 3 del mattino perché, ancora sotto shock, non si ricorderà di nulla.
La dovrete ospitare anche quando sarà colta da atroce male alla schiena e, questa volta, trasformerete il vostro vano studio in una specie di camera d'ospedale dove, sulla scrivania, verranno messi in bella mostra, tonnellate di medicinali.
Verrà anche a voi un bel mal di schiena a son di metterle la padella sotto al sedere per farle fare pipi, dovrete assumere un'infermiera che la aiuti ad andare di corpo e, la vostra bella e nuova casa, si riempirà di un nauseabondo odore di merda che neppure il più deodorante dei deodoranti potrà eliminare.
Quaranta giorni di agonia per voi e solo per voi perché suo figlio, ovviamente, deve andare al lavoro, in trasferta, lontano da questa casa che pare un manicomio e non potrà neppure prendere un giorno di festa per sollevarvi dalla grave incombenza. Quelle rare sere in cui sarà a casa, dovrà trascorrere il tempo accanto a mammina.
Dopo i fatidici quaranta giorni, invece che dirvi grazie, mammina dice di aver ricevuto solo umiliazioni da voi. Umiliazioni?!? Ma se vi chiamava in continuazione, cento volte al giorno: voleva la colazione, il pranzo, la cena, la merendina, la frutta, la spremuta d'arancia, la padella per la pipì e la pupù, il telefono, il telecomando, la tapparella tirata su, tirata giù, il cuscino più alto, più basso.. BASTAAA!!!!
Per lei e per lui non sarà mai abbastanza quello che farete. Dopo tanti anni iniziate a pensare seriamente che, forse, sarebbe stato meglio non sposarli affatto.

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