Figlio unico di madre vedova - Piatti rotti
Nel vostro lungo periodo matrimoniale mammina ha raccolto talmente tanti di quei punti regalo di varie marche di prodotti commestibili che potrebbe tappezzare la Cappella Sistina.
Ogni raccolta è buona per farsi regalare piatti, bicchieri, vassoi, padelle, pentole e quant'altro venga offerto.
Generosa com'è, porta tutto a casa vostra e così, in men che non si dica, vi ritrovate tonnellate di servizi dei sopra citati piatti, bicchieri, vassoi, padelle, pentole e aggiungiamo scodelle, coppette, tazze da caffè, da the, posate, barattoli e chi più ne ha più ne metta.
Naturalmente le usate, come è giusto che sia ma, si sa, le cose usate prima o poi si possono anche rompere o sbeccare.
Regolarmente viene a fare il censimento di tutto ciò che vi ha portato.
"Hai già tutti i piatti sbeccati, che fate? Li rosicchiate?" Dice aggredendovi.
Siete talmente esausta della situazione che la spedireste a calci fuori da casa vostra, una volta per tutte.
Cercate invece di mantenere la calma, anche perché lui non muove un pelo in vostra difesa, anzi, sembra neppure sentire le accuse a cui lei vi sottopone costantemente.
"Io non ho neppure un piatto sbeccato. Non rompo mai nulla, sto molto attenta."
Con tutta la calma di cui siete capaci rispondete: "Certo, tu sei sola e non usi praticamente nulla. Noi siamo in tanti, usiamo tutto e, lava oggi, lava domani... le cose non sono eterne."
"Avete poco riguardo, il fatto è questo." Risponde acida.
Silenzio. Solo silenzio. Vi rinchiudete in un mutismo assoluto e lei sembra felice di avervi colta in fallo.
A questo punto non vedete davvero l'ora che se ne torni a casa sua e, ogni giorno che passa, il desiderio di non vederla mai più a casa vostra è impellente.
Visto che il figlio è fuori per lavoro tutta la settimana avete cinque giorni di tregua, pare che mammina si sia volatilizzata... ma poi arrivano il sabato e la domenica, giorni di festa, ed eccola, puntualmente, riapparire in adorazione del suo bambino.
Tonnellate di cibo, naturalmente tutti i piatti che lui preferisce, ne porta in quantità industriale, il tutto rigorosamente riposto in antichi vassoi NON sbeccati, come nuovi e ve lo fa anche notare.
Lui, ovviamente, vi fa osservare quanto lavoro abbia fatto la sua mamma e lei, scodinzolante, rincara la dose dicendo che lo ha fatto per voi, che ha cucinato dalle tre del mattino fino a mezzogiorno per evitare a voi la fatica. Che ipocrita!
Durante tutta la settimana non vi ha cucinato neppure un uovo sodo, non l'avete vista (e per fortuna) neppure di sfuggita e, ora, davanti al figlio sfoggia tutto quel ben di Dio per impressionarlo positivamente.
Dulcis in fondo: "Ho lavorato talmente tanto che mi sono anche sentita male! Il mio cuore! La mia tachicardia! Sono così stanca!"
Povera mammà, vittima incompresa di una nuora che non comprende.

Commenti