Figlio unico di madre vedova - Il restauro
Anni e anni di cose accumulate. Non si getta via nulla. Montagne di sacchetti di carta, di plastica; bottiglie in vetro, in pvc di tutte le dimensioni. Barattoli. Armadi pieni di barattoli, da quelli mignon per omogeneizzati a quelli maxi per le confetture di marmellata. Tonnellate di stracci piegati e stirati inseriti dentro ad ogni cassetto. Cosa c'è nei cassetti? Stracci. Centocinquantacinque appendiabiti senza abiti appesi. Faceva la collezione? Può anche essere ma non indagate. Vestiti del defunto marito deceduto da oramai trent'anni, vestiti della madre, defunta pure lei, vestiti smessi da altri, vestiti smessi da lei. Le piange il cuore al pensiero di darli via.
La casa andrebbe restaurata e lo ha deciso lei, qualcosa bisogna pur gettare.
Vi offrite di dare una mano, aprite il forno e trovate circa 3300 fogli di carta per rifasciare il prosciutto. Colleziona anche quella.
Nell'armadio 37 borsette per signora, stile anni 50/60, completamente in disuso che lei tenta di rifilarvi "perché sono ancora buone, se ne hai bisogno.." Non ne avete bisogno.
Sicuramente pensa abbiate bisogno delle sue vecchie borsette riciclate, assolutamente, ma no, questa volta rifiutate.
Vostro marito la incoraggia con benevolenza, lei cade nello sconforto al pensiero di dover gettare tutte quelle cose che ha raccolto con fatica e amore. Cade in depressione. E figurati un po' se non succede! Pensate voi.
Meno male che non siete stata voi a suggerire il restauro della casa. L'idea è venuta a lei tre anni prima, ma dopo tutto questo tempo non riesce proprio ad abituarsi ancora all'idea di staccarsi dalle sue collezioni e di avere finalmente un appartamento in ordine e non una discarica fra quattro mura.
Ogni giorno che passa vi tormenta facendovi pesare quanto lei sia stanca di gettare cose.
Forse se non avesse collezionato tutte quelle inutili cianfrusaglie ora non sarebbe così stressata.
Cerca suo figlio in continuazione ma lui non c'è, è via per lavoro.
"Non me lo avete detto. Non mi dite mai nulla." Piagnucola.
Certamente mammà dovrebbe venire ragguagliata su tutti i vostri spostamenti. E lui? Lui dice che non bisogna farla preoccupare perché poi si potrebbe spaventare.
Ma V.F.C. pensate.
La storia continua. Lui sempre più lontano da voi, lei sempre più vicina a voi, lui sempre più vicino a lei. Perché non si trasferisce da mammina? Sarebbe una bellissima idea, aspetterete tempi migliori per proporglielo.
Intanto il restauro continua.
Deve cambiare la camera da letto, ovviamente la sua cade a pezzi. Suggerite a vostro marito, ironicamente, di accompagnarla a visitare qualche mobilificio e, che succede? Lui è entusiasta!!!
È stato lontano dalla famiglia per giorni e giorni, è domenica, il sole splende e... voi sola con i bambini, lui con mammà a scegliere la camera da letto dei loro sogni. Forse i due piccioncini devono convolare a nozze? Non vi stupite più di nulla.
Lui vi raggiungerà solo nel tardo pomeriggio perché mammina era così stanca che non riusciva più a camminare. Dunque, prima è stato premuroso con lei e l'ha ovviamente accompagnata sotto casa con l'auto e poi è venuto da voi.
Attenzione! Non vi accorgete che lui la ama più di quanto ami voi?
Gli fate presente che spesso e volentieri sua madre vi offende, vi controlla, vi condiziona ma per risposta ricevete solo un: "Ha un carattere forte, impulsivo, orgoglioso. Lo sai com'è povera mamma."
Non una parola in vostra difesa, non ci proverà neppure a essere solidale con voi. Lei è più importante, a lei deve tutto: "Glielo devo!" Continua a ripetervi da anni.
Lei lo ha ricattato, gli ha fatto il lavaggio del cervello, lo ha condizionato... Perché lei è sola, sola, sola. L'unica vedova al mondo, l'unica madre al mondo, l'unica donna perfetta, l'unica ad avere un figlio intelligente, l'unica in tutto.
Il vostro odio aumenta, si consolida, si moltiplica: state per giungere il limite della sopportazione. Quanto tempo ancora dovrete soccombere? Molto e molto ancora, statene certa.

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